Australia indigena (Oceania)

Nelle culture indigene australiane, i segni permanenti sul corpo, tra cui la scarificazione e la pittura corporea, sono utilizzati da millenni. Sebbene i tatuaggi a base di inchiostro fossero meno comuni rispetto ad altre forme di modificazione corporea, esistono sempre più prove archeologiche e culturali che suggeriscono che alcuni gruppi praticassero incisioni con significato spirituale e cerimoniale. Questi segni spesso indicavano lo status sociale, i legami di parentela o i riti di passaggio. Il rispetto per la conoscenza ancestrale e il Dreaming è fondamentale per comprendere il contesto di queste tradizioni, che oggi sono considerate sacre da molte comunità indigene.

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Polinesia e Isole del Pacifico (Oceania)

Il tatuaggio è profondamente radicato nelle culture della Polinesia, della Micronesia e della Melanesia. La parola "tatuaggio" deriva dalla parola polinesiana tatau. A Samoa, Tonga, Hawaii e nelle Marchesi, i tatuaggi sono stati parte integrante dell'identità, della spiritualità e della gerarchia sociale. Il Pe'a samoano (per gli uomini) e il Malu (per le donne) sono complessi sistemi di tatuaggi che indicano maturità, servizio e status. Il tatuaggio delle Marchesi, noto per i suoi intricati disegni geometrici, ha ispirato il fascino occidentale nel XVIII secolo.

In queste regioni, il tatuaggio era (ed è tuttora) un rito sacro, eseguito da tatuatori specializzati che utilizzavano strumenti realizzati con ossa, gusci di tartaruga e pigmenti naturali. La tradizione è stata interrotta durante la colonizzazione e le missioni cristiane, ma da allora ha subito una forte rinascita culturale.

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Giappone (Asia)

La tradizione giapponese del tatuaggio, chiamatairezumi, ha una doppia eredità di bellezza ed emarginazione. Il tatuaggio in Giappone risale almeno al 10.000 a.C., con i primi segni decorativi trovati su statuette di argilla. Nel periodo Edo (1603-1868), il tatuaggio divenne una forma d'arte sofisticata, con disegni su tutto il corpo ispirati al folklore, alle stampe su legno e alle leggende dei guerrieri.

Tuttavia, in Giappone i tatuaggi sono stati associati anche alla criminalità, in particolare alla yakuza. Di conseguenza, lo stigma sociale persiste ancora oggi. Nonostante ciò, i moderni tatuatori giapponesi continuano a essere rispettati a livello mondiale per la loro abilità tecnica, la maestria estetica e il rispetto per i metodi tradizionali, comprese le tecniche manuali (tebori).

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Cina (Asia)

Nell'antica Cina, i tatuaggi erano storicamente visti con sospetto e spesso associati a criminali, prigionieri o stranieri. Il filosofo Confucio condannava la modificazione del corpo, ritenendo che esso dovesse rimanere così come lo si riceveva dai propri genitori.

Tuttavia, nelle diverse minoranze etniche cinesi, come i Dulong e i Li, i tatuaggi avevano un significato culturale unico. Le donne Dulong, ad esempio, venivano tatuate sul viso come rito di passaggio e protezione contro la schiavitù.

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India e Asia meridionale (Asia)

Sebbene il tatuaggio permanente abbia origini antiche nell'Asia meridionale, è stato spesso oscurato dalla tradizione più dominante del mehndi (henné). Tuttavia, i gruppi tribali di tutta l'India, come i Baiga, i Bhil e i Santhal, utilizzano da tempo i tatuaggi permanenti (godna) come segni distintivi dell'età, della tribù e della spiritualità.

Questi disegni avevano spesso significati simbolici legati alla fertilità, alla protezione o alla devozione religiosa. In molte regioni, i tatuaggi erano anche considerati una sorta di armatura spirituale, che rimaneva con l'anima nell'aldilà.

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Thailandia e Sud-Est asiatico (Asia)

In Thailandia, Cambogia e Laos, i tatuaggi spirituali, noti come sak yant, combinano l'antica scrittura khmer, motivi geometrici e animali sacri. I monaci o i maestri spirituali (spesso buddisti o animisti) li applicano utilizzando lunghe aste metalliche, benedicendo chi li riceve con protezione, forza o fortuna.

Questi tatuaggi fanno spesso parte di rituali religiosi e possono richiedere a chi li porta di seguire rigidi codici morali o regole spirituali. Nonostante i moderni adattamenti, il sak yant rimane una tradizione profondamente rispettata, che attira sia la popolazione locale che pellegrini provenienti da tutto il mondo.

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Antico Egitto (Africa)

La pratica del tatuaggio nell'antico Egitto risale almeno al 2000 a.C. ed era diffusa principalmente tra le donne. Sono state rinvenute mummie di sacerdotesse e danzatrici con tatuaggi disposti in motivi che si ritiene offrissero protezione, fertilità o favore divino.

A differenza di molte culture in cui i tatuaggi contraddistinguevano criminali o guerrieri, i tatuaggi egizi avevano forti connotazioni spirituali, in particolare legate al ruolo delle donne nei rituali e nella guarigione. I pigmenti erano solitamente ricavati dalla fuliggine o dalla cenere e venivano applicati utilizzando aghi o strumenti affilati.

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Africa subsahariana

I tatuaggi e le scarificazioni hanno svolto un ruolo importante in molte culture dell'Africa subsahariana. In Etiopia, gli Oromo e altri gruppi utilizzavano i tatuaggi facciali per motivi estetici, di status e di identità tribale. Nell'Africa occidentale, i segni sul corpo spesso indicavano il lignaggio, il rango sociale o l'età adulta.

Sebbene la colonizzazione e l'attività missionaria abbiano soppresso molte di queste pratiche, esse rimangono importanti identificatori culturali e vengono riportate in auge in alcune comunità, parallelamente a più ampi sforzi volti a rivendicare l'identità indigena.

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Europa: dall'antichità ai giorni nostri

Nell'Europa antica, si ritiene che i Celti, i Pitti e gli Sciti praticassero l'arte del tatuaggio. Gli storici greci scrissero di "barbari" tatuati e i reperti archeologici rinvenuti in Siberia suggeriscono che già nel 500 a.C. i nomadi eurasiatici praticassero un'arte corporale molto elaborata. Anche i soldati e gli schiavi romani venivano tatuati per essere identificati.

Durante il Medioevo, la dottrina cristiana era in gran parte contraria ai tatuaggi. Tuttavia, nel XVIII e XIX secolo, i tatuaggi riapparvero in Europa come parte della cultura navale e degli esploratori, diffondendosi rapidamente tra soldati e avventurieri. Nell'epoca vittoriana, anche l'aristocrazia adottò i tatuaggi come esotici accessori di moda.

Oggi l'Europa ospita alcuni degli stili e degli studi di tatuaggi più innovativi al mondo, che fondono tecniche tradizionali con un'estetica all'avanguardia.

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Popoli indigeni delle Americhe (Nord e Sud America)

Il tatuaggio era praticato da molte culture indigene in tutto il continente americano molto prima dell'arrivo degli europei. In Nord America, gli Inuit utilizzavano tatuaggi realizzati a mano per riti di passaggio e credenze spirituali, in particolare tra le donne. Le tribù delle pianure, come i Sioux e i Cree, contrassegnavano le conquiste in battaglia o lo status sociale attraverso i tatuaggi.

In Sud America, tribù amazzoniche come i Kayapo e gli Shipibo-Conibo utilizzavano i tatuaggi sia come ornamenti che come strumenti cerimoniali, spesso legati alla cosmologia, alla protezione e all'identità. I pigmenti erano solitamente di origine vegetale e gli strumenti per l'applicazione erano realizzati con spine o ossa affilate.

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Stati Uniti e rinascita occidentale

Negli Stati Uniti, il tatuaggio ha guadagnato popolarità grazie ai marinai e al personale militare nel XIX secolo. L'invenzione della macchina elettrica per tatuaggi nel 1891 da parte di Samuel O'Reilly ha rivoluzionato l'accessibilità e l'arte del tatuaggio.

Nel corso del XX secolo, il tatuaggio è passato dall'essere un'attrazione da baraccone e un simbolo della cultura fuorilegge a una forma d'arte legittima. Le sottoculture punk e biker degli anni '70 e '80 hanno svolto un ruolo fondamentale nella diffusione dei tatuaggi, portando a una vera e propria rinascita culturale negli anni '90 e oltre.

Oggi gli Stati Uniti sono una delle nazioni più tatuate al mondo, sede di un fiorente settore che comprende artisti, studi, convention e media. Lo stile tradizionale americano, il realismo in bianco e nero e lo stile neo-tradizionale sono diventati generi influenti a livello internazionale.

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Questa guida rende omaggio alla ricchezza e alla diversità delle tradizioni globali relative ai tatuaggi. Laddove determinate pratiche siano sacre o soggette a restrizioni, invitiamo a mostrare rispetto e a riconoscere la sovranità culturale.